Desideriamo segnalare questo blogger, tale Francesco Ernandes, il quale pubblica a nostro avviso interessantissimi articoli sul mondo dei professionisti.

Di seguito, uno tra i più divertenti.

A.A.A. Consulente del Lavoro cercasi.

“Questa discussione, è rivolta a tutti quei colleghi consulenti del Lavoro, sparsi su tutto il territorio nazionale, che ritengono sia giusto fare un po’ di chiarezza sulla categoria, cercando di “valorizzare” questa insigne professione; l’idea di dare vita a questo spazio, scaturisce principalmente, a seguito delle ripetute segnalazioni di “degrado” riguardanti la categoria, pervenute da parte di numerosi colleghi cdl.

Alla ricerca della professione “perduta”- La frase riprende il titolo di un famoso film …, ma nel nostro caso non cerchiamo “pietre o diamanti” …, ma semplicemente la nostra amata “perduta” professione di Consulenti del Lavoro … a cui siamo tanto affezionati; “perduta” perché per qualcuno (anzi purtroppo ancora per molti) questa categoria professionale viene ad essere oggi confusa anzi “assimilata” a quella del commercialista .

Ma chi è il consulente del Lavoro?

Il Consulente del lavoro svolge una serie di attività connesse alla gestione del personale erogando servizi, soprattutto, per le piccole e medie imprese. Questa figura professionale, disciplinata dalla legge n. 12 del 1979, (“Norme per l’ordinamento della professione di consulente del lavoro”), può esercitare soltanto se iscritta nell’apposito albo dei Consulenti del lavoro.

Il Consulente del lavoro è, dunque, un professionista abilitato, ma l’esercizio della professione è comunque consentito anche ad avvocati e procuratori legali, a dottori commercialisti, ragionieri e periti commerciali. Accade spesso, quindi, che questi professionisti affianchino, allo svolgimento delle loro specifiche attività, anche quelle di Consulente del lavoro.

“Consulente del Lavoro? ah…..commercialista”! L’occasione ci è gradita per chiarire (o ribadire) alle categorie professionali con cui collaboriamo (giornalmente o periodicamente quali commercialisti e avvocati) che le nostre “competenze” professionali di categoria vanno ben oltre il “cedolino” o il “conteggio” spot per eventuali contenziosi giuslavoristici; trattasi (ci teniamo a ribadirlo) di rapporto professionale che deve risultare “alla pari” con i nostri colleghi sopra citati con cui ci relazioniamo per necessità professionali.

A.A.A. Consulente del Lavoro cercasi ….anche “addetto di segreteria!!!” – Purtroppo, su segnalazione di alcuni colleghi di categoria, si ravvedono ad oggi sul mercato richieste di “incarichi” per colleghi consulenti del lavoro (assimilati alla dicitura di esperti o addetti paghe o addirittura meglio “se disponibili” anche a funzioni perché no di segreteria oltre che cdl niente male!) da parte di alcuni (se pur “rari”) “colleghi” soprattutto commercialisti, che intendono l’utilizzo professionale del cdl “a completamento delle proprie attività professionali” (scusate il termine, nessuno si offenda, “a mo di ragazzo di bottega”, come un “bel quadro” da avere comunque nel proprio studio, perché meglio completa i propri servizi le proprie attività …) e quindi a copertura di incombenze di basso livello con compensi per un professionista cdl al limite del ridicolo (con importo fisso esempio 1000 euro per 300 o tot cedolini tot compenso…) bypassando quelle che sono le vere competenze potenzialità e professionalità del cdl acquisite dopo lunghi anni di studi e ricerche.

Salviamo il salvabile “il lavoro”! (l’ambito “genetico/dna” lavoristico). A che serve allora sbandierare a livello nazionale il successo della conferma delle “recuperate” competenze fiscali (se pur naturalmente riconosciute dalla normativa e dal consolidato orientamento giurisprudenziale) se dobbiamo prendere atto che stiamo “perdendo terreno”, a mio parere e a detta di numerosi colleghi, “nell’ambito lavoristico” (la nostra “genetica” competenza) a seguito di situazioni assurde sopra citate che “ridicolizzano” la nostra categoria nell’ambito della competenza “lavoristica” ?

Se potessi avere 1 euro a cedolino al mese … ricorda un pò il titolo di una canzone d’epoca (allora c’erano le mille lire) ma ora siamo all’euro … proprio così! Lo sapevate che in alcune realtà alcuni “colleghi” mi segnalano l’applicazione di tariffari da 1 a 63 euro a dipendente per elaborazione cedolino?

Sicuramente questa situazione non ci aiuta ad “elevare” la nostra categoria! Cosa ne pensate?

In questo clima di “autarchia” dove ognuno fa come vuole, constatiamo purtroppo che il nostro tariffario “ancora in lire” (inspiegabilmente!) non ci dà proprio “una bella mano” a migliorare la situazione di “degrado”, segnalate dai colleghi della categoria … che ne dite?

Che si fa? Cosa pensate che si possa fare ancora per recuperare “la stima” ed elevare la categoria? (nonostante gli “encomiabili” sforzi di chi ci rappresenta nella categoria a livello nazionale )?

Siamo pochi o tanti ?Si auspicano numerosi interventi e testimonianze a riguardo e in merito alla discussione, in modo da poter constatare e quindi segnalare (perché no anche ai piani alti della categoria), che siamo molti e che stiamo parlando di un problema con elevata audience e sensibilità da parte della categoria (e quindi con numeri ingenti di interventi di colleghi) o altresì constatiamo che trattasi solo di sporadiche segnalazioni?

Auspicabili anche interventi da parte di colleghi commercialisti “utilizzatori” perche no dei cdl per i loro “servizi” di studio.”

 

Fonte: www.http://francescoernandes.postilla.it/