L’interessante articolo del Prof. Ivone Cacciavillani (Corriere Veneto 14/3/2013) ‘Non eliminiamo il project financing’ è condivisibile se riguarda la finanza di progetto per la realizzazione di infrastrutture che consentono la remunerazione del capitale investito dai privati attraverso i pedaggi pagati da chi le utilizza (strade, autostrade, etc). Invece il ricorso al project financing per costruire ospedali o strutture sociali è decisamente da evitare. La progettazione, costruzione/ristrutturazione di Ospedali con il project financing nel Veneto è iniziata con la ristrutturazione degli Ospedali di Castelfranco e Montebelluna. Ricordo in Consiglio regionale, siamo nel 2002, di fronte alla netta opposizione del sottoscritto e di Margherita Miotto, una Giunta regionale per nulla preoccupata degli effetti (rivelatisi devastanti come da noi sostenuto già allora) sul bilancio delle Ulss per l’entità del canone da pagare quale remunerazione dell’investimento alla cordata di imprese costruttrici, e per l’appalto alle medesime dei servizi non sanitari e anche sanitari ( fornitura e gestione di apparecchiature elettromedicali e di laboratorio ecc) per un periodo contrattuale mai inferiore a 24 anni. Con il project in sanità la remunerazione ottenuta dalla cordata di imprese costruttrici è superiore a qualsiasi altro investimento. Sul versante regionale c’è un ingessamento della programmazione sanitaria in quel territorio, la struttura realizzata rimane di proprietà delle imprese costruttrici per la durata del project (sempre superiore a 24 anni nei numerosi project in sanità avviati nel Veneto) ed esse ricevono dall’Ulss il pagamento del canone di disponibilità ,cioè un canone di affitto; nel caso dell’ospedale Unico dell’Alto Vicentino a Santorso, l’Ulss pagherà un canone annuo di 5,4 milioni di euro per 24 anni solamente per poter utilizzare l’Ospedale (per l’Ospedale all’Angelo di Mestre il canone d’affitto è di 14,4 milioni di euro all’anno per 29 anni). Potrei continuare nell’illustrazione di tanti altri aspetti negativi del project in sanità, ma arrivo alla domanda fondamentale: dove trovano le Ulss le risorse per pagare i canoni? Dal proprio bilancio, cioè dal fondo sanitario, dunque togliendole alla cura dei malati costretti a pagare le prestazioni che la sanità pubblica non eroga. Il fatto che i numerosi project avviati in Veneto per la costruzione di ospedali siano stati affidati sempre agli stessi soggetti, con l’unica eccezione di Castelfranco-Montebelluna, è motivo di indagine della Magistratura. A me interessa sottolineare la sordità della Giunta regionale (e dei Sindaci dei territori interessati) alle denunce fatte in tempi non sospetti circa i danni alla Sanità pubblica e al diritto alla salute dei cittadini derivanti dal ricorso alla finanza di progetto (project financing) per la costruzione di Strutture sanitarie, e il rifiuto di stanziare nel bilancio regionale fondi specifici (che allora c’erano) per l’ammodernamento del patrimonio sanitario e sociale della nostra regione.