Co.co.co. e revoca dell’indennità di mobilità e di disoccupazione

Con sentenza n. 20826 del 2 ottobre 2014, la Corte di Cassazione ha riconosciuto che lo svolgimento di lavoro autonomo o parasubordinato – come nel caso delle collaborazioni coordinate e continuative – fa venire meno il diritto all’indennità di disoccupazione e di mobilità.
Per la Corte, la disciplina della compatibilità e cumulabilità della indennità di mobilità con lo svolgimento di attività lavorativa subordinata o autonoma, al di fuori delle limitate, e speciali, ipotesi normative, va ricercata nei principi fissati in linea generale dall’art. 77 del R.D.L. n. 1827/1935, e, in dettaglio, dagli artt. 52 e segg. del R.D. n. 22707/1924, i quali sanciscono la cessazione del godimento dell’indennità di disoccupazione nel caso in cui l’assicurato abbia trovato una nuova occupazione, o la sospensione della stessa in caso di svolgimento di lavori precari che non superino una determinata durata.
La conseguenza tratta dalla giurisprudenza della stessa Corte (Cass., 14 agosto 2004, n. 15890, 1° settembre 2003, n. 12757) è che anche lo svolgimento di un’attività lavorativa autonoma o parasubordinata, suscettibile di redditività – e, quindi, anche quella di collaborazione coordinata e continuativa, come nel caso di specie – faccia cessare lo stato di bisogno connesso alla disoccupazione involontaria e comporti il venir meno tanto del diritto all’indennità di disoccupazione quanto del diritto all’indennità di mobilità.

Tratto da:

www.edotto.com: http://www.edotto.com/edl/standardRss

Condividi sui social

Condividi su facebook
Condividi su Facebook
Condividi su twitter
Condividi su Twitter
Condividi su linkedin
Condividi su Linkdin
Condividi su pinterest
Condividi su Pinterest

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Richiedi informazioni o prenota un appuntamento

Scrivici, il nostro team ti risponderà nel più breve tempo possibile.