Lo scorso 5 novembre 2014, la Corte di Cassazione con la sentenza n. 23600 ha imposto un compenso per indennizzare la disponibilità di un lavoratore assunto con contratto a chiamata con totale discrezionalità del datore di lavoro sulla distribuzione dell’orario di lavoro.
Un dipendente con contratto di lavoro intermittente, nel caso in specie, su richiesta del datore di lavoro ha dato la disponibilità a svolgere servizio a richiesta senza una distribuzione della prestazione, sapendo che questa riguardava solo il 30% del minimo dell’orario previsto..
Il dipendente ha chiesto l’erogazione di un’indennità compensativa riconosciuta dalla Corte di Cassazione.
La disponibilità alla chiamata del datore di lavoro reca uno svantaggio al lavoratore, in quanto incide sulla possibilità di attendere altre attività, non vi è predeterminazione della quantità di lavoro in misura fissa e rende necessario concordare ogni volta le modalità della prestazione.