Ai signori Clienti

 

Il giorno 11 gennaio 2016 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Ministeriale del 15 dicembre 2015 avente per oggetto le nuove modalità di comunicazione delle dimissioni e della risoluzione consensuale del rapporto di lavoro. Il decreto in questione da attuazione all’ultimo, in ordine cronologico, dei provvedimenti attuativi del c.d. Jobs Act, ossia il Decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 151, con particolare riferimento all’articolo 26 di quest’ultimo. Tale articolo, infatti, prevedeva che le dimissioni e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro debbano essere presentate, a pena di inefficacia, esclusivamente con modalità telematiche su appositi moduli i quali sarebbero stati resi disponibili dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali attraverso il sito www.lavoro.gov.ite trasmessi al datore di lavoro e alla Direzione territoriale del lavoro competente attraverso modalità individuate con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali.

Così, il Decreto Ministeriale emanato il 15 dicembre 2015 definisce, appunto, i dati contenuti nel modulo per le dimissioni e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro e definisce anche gli standard e le regole tecniche per la compilazione del modulo in questione e per la sua trasmissione al datore di lavoro e alla Direzione territoriale del lavoro competente.

 

Dal giorno 12 gennaio 2016 parte, quindi, un periodo transitorio di 60 giorni, fino al 12 marzo 2016, entro il quale il Decreto Ministeriale troverà piena operatività.

Da tale data per poter comunicare in prima persona le proprie dimissioni o la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, il lavoratore avrà due alternative:

 

  1. registrarsi sul portale Cliclavoroe richiedere, accedendo al portale it, il PIN INPSmediante il quale potrà avere accesso alle funzionalità disponibili nel portale lavoro.gov.it, le quali permettono al lavoratore stesso di trasmettere il modulo per le dimissioni, per la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro e per la loro revoca;

 

  1. in alternativa alla procedura di cui al punto 1, i lavoratori potranno avvalersi di un soggetto abilitato ai sensi dell’art. 26, comma 4, del D.lgs. 151/2015, ossia: CAF, patronati, organizzazioni sindacali, enti bilaterali e commissioni di certificazione di cui all’art. 76 del Decreto legislativo 10 settembre 2003, n.276.

 

Dopo aver seguito una di queste strade, il lavoratore, in autonomia o con l’assistenza di un soggetto abilitato può accedere, tramite il portale lavoro.gov.it, al form on-line per la trasmissione della comunicazione. Il datore di lavoro sarà informato in modo automatico attraverso un messaggio di posta elettronica certificata a cui sarà allegato il modulo di dimissioni.

 

Entro sette giornidalla data di trasmissione del modulo per la comunicazione delle dimissioni o della risoluzione consensuale, il lavoratore avrà poi la facoltà di revocare le dimissioni e la risoluzione consensuale con le medesime modalità operative.

 

Questi provvedimenti, quindi, vanno di fatto ad abrogare, dal 12 marzo 2016, le vecchie modalità operative di trasmissione e convalida delle dimissioni o della risoluzione consensuale del rapporto di lavoro previste dalla Legge 28 giungo 2012, n. 92 (c.d. Legge Fornero).

La nuova procedura telematica non si applicherà, tuttavia, né ai casi di dimissioni o risoluzione consensuale della lavoratrice in gravidanza e della lavoratrice o del lavoratore durante i primi tre anni di vita del  bambino (anche in caso di adozione e affidamento), per i quali resta obbligatoria la convalida presso il servizio ispettivo del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali competente per territorio, né alle dimissioni o risoluzione consensuale dei lavoratori domestici, che restano, come prassi, prive di formalità.

Non sono altresì vincolate al nuovo adempimento le dimissioni o la risoluzione consensuale che intervengano presso le cosiddette sedi protette o assistite (exarticolo 2113, quarto comma, del codice civile; articolo 76 del D.lgs. 276/2003) ossia davanti le commissioni di conciliazione e certificazione o in sede processuale davanti al giudice del lavoro.

 

Si ricorda, infine, che ai sensi dell’art. 26 comma 5, del D.lgs. 151/2015, salvo che il fatto costituisca reato, il datore di lavoro che alteri il modulo per la comunicazione delle dimissioni e della risoluzione consensuale, è punito con la sanzione amministrativa da euro 5.000 ad euro 30.000. L’accertamento e l’irrogazione della sanzione sono di competenza delle Direzioni territoriali del lavoro.

 

 

Lo Studio Polato rimane a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti.

Cordiali saluti.