Le Aziende hanno sempre più necessità di trovare nuovi sbocchi commerciali, sottrarsi alla guerra dei prezzi, ottenere pagamenti più rapidi e sicuri: l’internazionalizzazione potrebbe essere la soluzione. Risulta anzi un’attività necessaria nell’attuale contesto storico. Solo procedendo secondo regole definite si raggiungerà l’obiettivo. Si tratta chiaramente di un percorso complesso che non va sottovalutato, accompagnato da un processo di trasformazione aziendale fondamentale e spesso irreversibile che riguarda gli aspetti finanziari, la struttura organizzativa e tecnica, il posizionamento sul mercato, la gestione delle risorse umane.

L’integrazione dei mercati implica per le imprese:

  • – considerare la volatilità delle condizioni di mercato;
  • – confrontarsi con nuovi concorrenti, nuovi clienti e nuove regole;
  • – ridefinire la divisione internazionale del lavoro, l’organizzazione interna e le strategia.

Il professionista in questo contesto svolge un ruolo fondamentale. 

Il Consulente del Lavoro deve accompagnare l’impresa nel cambiamento e l’impresa deve comprendere l’importanza di basare queste azioni su basi solide, strutturate e supportate da un esperto in materie giuslavoristiche. Il fai da te è troppo pericoloso e, nonostante spesso sia la prima scelta dalle imprese, si rischia con questa modalità di bruciarsi in fretta ed escludersi le possibili opportunità di business offerte dal mercato target.

Molteplici sono i fattori da considerare per approcciare un mercato estero, dalle condizioni infrastrutturali e demografiche al contesto politico, economico, culturale, dalle barriere tariffarie e non alle prospettive di sviluppo.

L’importante è avvalersi di una pianificazione dettagliata in modo da poter ridurre i possibili rischi. Il processo di pianificazione dovrà essere interno (attraverso check up aziendali) ed esterno (studi di mercato, business plan, piani di marketing) così da individuare sia il posizionamento esterno che la strategia.

E i passi falsi? Come ricordato in precedenza va assolutamente evitato:

  • – scarsa analisi di marketing;
  • – visione a breve termine (cercare di avere tutto subito);
  • – assenza di una strategia ragionata e condivisa a livello aziendale;
  • – assenza di continuità;
  • – assenza di un supporto professionale.
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