rete di nuovi rapporti professionali


Negli ultimi anni abbiamo assistito alla nascita di molteplici nuove forme di contratti di lavoro e di rapporti professionali – derivanti dalla crisi finanziaria – fra i quali possiamo trovare: i contratti a zero-ore, i mini-job e il lavoro tramite intermediari online.

È importante sottolineare come l’innovazione e la creatività siano sempre state in qualche modo incoraggiate, ma è anche bene tenere a mente che tutte queste nuove forme di rapporti di lavoro hanno delineato un grado maggiore d’incertezza per molti lavoratori e fatto sì che il mercato del lavoro divenisse sempre più diseguale, come rilevato del CESE (Comitato economico e sociale europeo) in un parere adottato nella sessione plenaria di maggio (relatrice Kathleen Walker Shaw).

Il CESE infatti, ritiene che l’impatto reale di tutti questi nuovi rapporti di lavoro sul diritto del lavoro, sui sistemi di protezione sociale e sul salario di sussistenza andrebbe seriamente analizzato ed affrontato; in più si renderebbe necessario anche l’adattamento dei modelli di protezione sociale in modo da coprire altresì le forme di lavoro atipiche.

rete di nuovi rapporti professionali

Nuove forme di contratti di lavoro e di rapporti professionali

Tali aspetti dovrebbero essere presi in considerazione nello sviluppo del pilastro dei diritti sociali dell’UE.

L’evoluzione del lavoro e dei rapporti di lavoro dovrebbe permettere la definizione di una politica europea  dell’occupazione più adeguata; il CESE, ad esempio, sostiene che la formazione lungo tutto l’arco della vita, la riqualificazione e l’aggiornamento professionale siano una priorità da assicurare a tutti i lavoratori in modo da renderli attrezzati e pronti per lavorare in un mondo del lavoro globalizzato e ad alta tecnologia.

Ulteriori ricerche si renderanno necessarie al fine di individuare le categorie sociali vulnerabili, nonché per affrontare le questioni relative alla responsabilità per gli incidenti, ai danni e ai disservizi in relazione alle piattaforme online, al crowdsourcing e ad altre nuove forme di lavoro autonomo. Il coinvolgimento della società civile e delle parti sociali diviene così essenziale; soprattutto se si auspica che la Commissione europea elabori disposizioni atte alla tutela del lavoratore e dei datori di lavoro.