L’Inps, con messaggio n.6973 del 12 settembre, ha chiarito che il lavoratore in malattia che voglia anticipare il rientro in servizio rispetto alla prognosi formulata nel certificato prodotto deve presentare un certificato medico di rettifica. Infatti il datore di lavoro, non essendo a conoscenza della diagnosi, non è in grado di valutare se il dipendente abbia effettivamente recuperato le energie psicofisiche necessarie per garantire se stesso e l’ambiente di lavoro.

L’Istituto precisa che, in assenza di certificato di rettifica, il datore potrebbe essere impossibilitato ad assolvere agli obblighi imposti dalle norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro

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