I minibond e le cambiali finanziarie sono, nel panorama degli strumenti finanziari messi a disposizione delle PMI, una delle principali novità che sono state introdotto negli ultimi due anni in materia di investimenti che possono essere utilizzati al di là delle linee di finanziamento bancario.

Sono stati introdotti, fra il 2012 e il 2o14, nuovi strumenti normativi grazie a: decreti sviluppo, sviluppo-bis, destinazione italia e il Dl 91/2014 che concedono alle PMI italiane di sfruttare il mercato del credito alternativo invece del canale bancario. I minibond sono strumenti assimilabili alle obbligazioni emessi da PMI presenti sul territorio nazionale; le cambiali finanziarie sono invece una possibilità per le PMI di finanziarsi nel breve periodo direttamente sul mercato, con dei titoli nell’immediato esecutivi per gli investitori e con costi minori rispetto al credito bancario.

Possono emettere i titoli di credito società ed enti anche non emittenti strumenti finanziari di capitale quotati sui mercati regolamentati o ammessi a negoziazione su sistemi multilaterali di negoziazione con un fatturato maggiore ai 2 milioni di euro che hanno un bilancio certificato; da quanto appena asserito sono da escludere le società/enti appartenenti al sistema bancario e le micro imprese. Per tali operazioni la presenza di un rating bancario non è obbligatoria, ma è un virtuosismo che può agevolare l’emissione e non opera il limite previsto dall’articolo 2412 del Codice civile a mente del quale la società può emettere obbligazioni al portatore o nominative per somma complessivamente non eccedente il doppio del capitale sociale, della riserva legale e delle riserve disponibili risultanti dall’ultimo bilancio approvato.

L’articolo 32 del decreto sviluppo ha introdotto il nuovo comma 5 all’articolo 2412 del Codice civile prevedendo espressamente che i limiti di cui al primo e secondo comma non si attuano alle emissioni di obbligazioni dedicate ad essere quotate nei mercati regolamentati o in sistemi multilaterali di negoziazione, così facilitando e stimolando l’emissione degli strumenti finanziari in parola.

Sono gli investitori professionali e altri soggetti qualificati che possono effettuare la sottoscrizione secondo la normativa e quindi per ora restano fuori i piccoli risparmiatori. In Italia è importante segnalare che sono attive più di 10mila imprese con un fatturato superiore ai 5 milioni e utili medi del 10 per cento e dunque, come tali, sono pronte ad accedere a questo interessante mercato alternativo del credito. L’osservatorio sui minibond del Politecnico di Milano – a settembre 2015 – ha registrato 123 operazioni, confermando inoltre la crescita della quota di operazioni con le imprese più piccole. Tali società, che sono seguite e guidate da advisor qualificati, possono emettere i titoli di debito con parametri economici e finanziari adatti a banche, Sgr, Sim, che verrebbero acquistati per inserirli in un apposito paniere da negoziarsi su diffusi circuiti di negoziazione alternativi alle Borse ufficiali.

Si definisce dunque attivo il nuovo segmento professionale del mercato ExtraMot dedicato alla quotazione di obbligazioni, cambiali finanziarie, strumenti partecipativi e project bond. Tale segmento nasce per offrire alle PMI italiane un mercato nazionale più flessibile, economico ed efficiente in cui cogliere le opportunità e i benefici fiscali derivanti dal nuovo quadro normativo.
L’interesse del mercato per i “panieri”è testimoniato dalla progressiva diffusione di un approccio default mode e gli operatori del settore stimano il rischio dei portafoglio verificando l’impatto degli importi medi, della struttura dei rimborsi e delle cedole sulle perdite. Da una parte di tale raccolta i Fondi chiusi (35,8% del capitale raccolto), la Banca europea per  gli investimenti (15,3%) e le banche italiane (14,9%) sono i protagonisti fra gli investitori finanziari.

Per le PMI non quotate i vantaggi sono da ricercarsi sicuramente nel miglioramento della gestione finanziaria con diminuzione dei rischi legati all’approvvigionamento bancario tradizionale. Sono infine ottenibili dei vantaggi e agevolazioni a carattere fiscale analoghe a quelli conseguiti dalle grandi aziende “corporate”. Deve, in conclusione, sottolinearsi che tali nuovi strumenti finanziari non sono rilevati nel sistema informativo della centrale del rating bancario e della reputazione creditizia dell’impresa, da cui consegue una valutazione più favorevole del sistema bancario e un mercato del credito meno costoso.