Con la cancellazione della seconda rata dell’Imu, che dovrebbe essere confermata con un decreto legge in fase di pubblicazione, è tempo per il Governo di definire come provvedere alla copertura del mancato saldo Imu, vista anche l’ipotesi di un decreto ministeriale che fa scattare la clausola di salvaguardia, già prevista dal decreto legge che ha abrogato la rata Imu di giugno. Tra le ipotesi al vaglio l’aumento di 2 o 3 punti percentuali degli acconti Ires e Irap che le imprese devono versare entro il 2 dicembre 2013 e, da gennaio 2014, un rialzo delle accise sui carburanti. La materia è ancora in sospeso, visto che il Governo deve ancora decidere se far pagare il saldo Imu ai proprietari di terreni e fabbricati agricoli e come rimborsare ai Comuni l’Imu non riscossa, se sulla base delle aliquote 2013 (maggiori) o sui valori del 2012. In assenza di tali coperture, il sacrificio per i mancati incassi sarà chiesto anche a banche e assicurazioni, con gli incrementi di Ires e Irap e il versamento del nuovo acconto del 100% dell’imposta sul risparmio amministrato. Oltre all’utilizzo della clausola di salvaguardia
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