Confprofessioni, con comunicato del 5 settembre 2014, denuncia il protrarsi delle discriminazioni nei confronti degli studi professionaliesclusi dalla CIG in deroga in base al Decreto Interministeriale n. 83473 dell’1 agosto 2014, sono però tenuti a versare i contributi al Fondo di solidarietà residuale.

Infatti, per il Ministero del Lavoro, gli studi professionali non rientrano nella nozione d’impresa prevista dal Codice civile e, quindi, non possono accedere alla Cassa integrazione in deroga ma per l’INPS, come chiarito nella circolare n. 100 del 2 settembre 2014, in linea con la giurisprudenza comunitaria, si intende per imprenditore qualunque soggetto che svolge attività economica e che sia attivo su un determinato mercato.

In conclusione, anche gli studi professionali sono attività economicamente rilevanti e, perciò, sono tenuti a versare i contributi al Fondo di solidarietà residuale, a patto che abbiano più di 15 dipendenti.

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